Lettera a mio figlio sulle donne

Lettera a mio figlio sulle donne

Ama, Rispetta, Ascolta…

Caro Riccardo, ieri si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, un giorno che dovrebbe essere tutti i giorni, anzi, non ci dovrebbe nemmeno essere a dire il vero perché dovrebbe essere scontato un mondo senza violenza eppure non è cosi’.
Ogni giorno le donne in tutto il mondo sono vittime di qualcosa di brutto, sei ancora piccolo, non voglio entrare nei particolari. Ma devo spiegarti che purtroppo ci sono molti uomini, ragazzi e adulti, che non sanno gestire i loro sentimenti, le loro sconfitte, non sanno far fronte a un rifiuto, uomini che non hanno avuto esempi virtuosi, che non sanno avere a che fare con gli altri e con le donne in modo sano. E ci sono governi che non ci tutelano abbastanza e che ancora non ci garantiscono sicurezza e trattamenti di parità rispetto agli uomini. E noi non possiamo rimanere zitti a guardare.
Da quando ho saputo che eri maschio ed eri nella mia pancia ho immediatamente sentito l’enorme responsabilità e la meravigliosa opportunità che mi veniva data di crescere un maschio nel rispetto e nella gentilezza verso le donne, nella libertà di giocare con pentole e mestoli e bambolotti, nella collaborazione e nello spirito di squadra, perché una famiglia in fondo è una squadra.
L’esempio di tuo padre è tutto, dal primo momento in prima linea con me nei cambi pannolini e nella gestione della famiglia, ogni giorno dà un contributo fondamentale nel portarci avanti in questa avventura che è la vita. Papà magari non sarà bravissimo con le parole, ma con i fatti dimostra le mille attenzioni che ha per noi. Tu oggi apparecchi e sparecchi sempre, mi aiuti con spirito attivo e propositivo.
C’è stata Albertina, la tua maestra speciale della Scuola dell’Infanzia, che vi ha sempre aiutato a tirare fuori e a riconoscere le emozioni, avevate 3 anni, e piccoli piccoli, tutti in cerchio la mattina parlavate di quello che avevate dentro e imparavate a gestire i vostri sentimenti.
Imparavi che se c’è un problema si risolve parlando, non con gli spintoni o i pugni, imparavi che a volte bisogna cambiare il proprio punto di vista e mettersi nei panni dell’altro e che la ragione a volte è a metà strada. Imparavi che le parole sono importanti e che “ Per favore, Scusa, Grazie” sono parole magiche che ti aprono quasi tutte le porte. Imparavi le basi dei rapporti interpersonali.
Sei sempre stato sensibile, molto spesso intuisci i miei stati d’animo prima degli altri e allora mi vieni vicino e mi stringi forte, sai ascoltare le cose importanti e, anche se ti ribelli e ogni tanto tiri fuori tanta rabbia, nei momenti più difficili non ti tiri indietro.
Oggi mi sento di stilarti un memorandum, di cose che è sempre bene tenere a mente.
Rispetta: tutti ma soprattutto le donne, ricordati di tua sorella, di tua madre. Rispetta le volontà di una donna, la sua libertà, le sue esigenze, la sua storia, il suo passato e le sue aspirazioni. Rispetta le sue ambizioni se ne avrà. Rispettane gli spazi e i tempi.
Ascolta: sii disponibile e aperto, siamo esseri complessi e delicati ma al contempo forti. Lo so, è difficile da capire a volte come passiamo da euforia estrema a depressione cronica così repentinamente. È difficile ma provaci, non mollare.
Ama: amare è una cosa bellissima e anche impegnativa. È come una piantina, il semino cresce poi devi prenderti cura, ti devi dedicare nonostante tutto, devi innaffiarla, potarla, a volte ricoverala quando fuori fa troppo freddo. Devi essere attento, perché altrimenti potrebbe essere tardi. So che sei capace di queste cose. E quando troverai la persona giusta saprai essere un compagno complice, amorevole e presente.
Ribellati: se vedi che qualcuno manca di rispetto a una ragazza davanti a te, o se si perpetra un’ingiustizia sotto ai tuoi occhi, non tirarti indietro, difendi ciò che è giusto. E dirti questo, credimi, essendo tua madre, è un enorme sforzo perché so che potresti mettere a rischio la tua vita.
Con amore infinito. La prima donna della tua vita, Mamma

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